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giovedì 22 settembre 2016

Gnocchi di farina di castagne ripieni di ricotta al sugo di funghi

Dice che sia arrivato l'autunno, in molti amano questa stagione io insomma, non so se sono ancora pronta.
Sono rientrata da pochi giorni da una settimana in Sardegna e mi porto dietro il sole nei capelli e l'odore del salmastro, è stata una vacanza tutta improvvisata e quando dico tutta intendo veramente tutta.
Inizio settembre, io e Stefano abbiamo lavorato praticamente tutto agosto e siamo parecchio stanchi, decidiamo quindi di prenderci una settimana di ferie e di dirigerci verso sud, verso il Cilento, non programmiamo niente, partiamo venerdì pomeriggio alle 16.00 e decidiamo di fermarci a dormire sui collli Romani per spezzare il viaggio, ma arrivati ad Arezzo sentiamo che al sud è prevista un allerat meteo con nubifragi fino al martedì successivo. Così su due piedi giriamo la macchina consultiamo il meteo e meno di 24 ore dopo sbarchiamo in Sardegna, qui troviamo altri 8 amici in vacanza e passiamo una delle settimane più spensierate e sicuramente una vacanza irripetibile.
Adesso siamo rientrati e dobbiamo fare i conti con i colori diversi della natura, le temperature più basse, le scarpe chiuse e gli ombrelli sempre in macchina.
L'autunno no è una delle mie stagioni preferite, ma porta con se qualcosa di bello, ci sono dei sapori che lo contraddistinguono, l'autunno profuma di funghi e di castagne e proprio per questo ho voluto inserire tutto questo negli gnocchi.
Questi gnocchi sono per la sfida del mese del MTC, sono stati proposti da Annarita del blog il bosco di Alici. Penso che Annarita apprezzerà questi gnocchi, parlano della nostra terra, lei è originaria della Garfagnana io della Mediavalle ma intorno al mio paese sono solo boschi di castagni e (se il meteo lo permette) funghi. Per cui seguendo la sua ricetta ho deciso di preparare degli gnocchi di patate con farina di castagne ripieni di ricotta al sugo di funghi e devo dire che anche se le fotografie non rendono erano veramente molto buoni.



Ingredienti per 4 persone

Per gli gnocchi:
600g di patate rosse (se volete più informazioni sulle patate leggete il post di Annarita qui)
70g di farina di castagne
60g di farina 00
1 uovo
150g di ricotta di pecora per il ripieno

Per il sugo:
due manciate di funghi secchi
150 g di guanciale
1 confezione di pomodori pelati
mezza cipolla bianca
1 spicchio d'aglio
2 foglie di salvia
Olio extravergine di oliva
sale
pepe nero in grani
burro

Cuocere le patate nel microonde: in un recipiente adatto alla cottura al microonde mettere le patate con la buccia, precedentemente lavate e bucate con una forchetta, alla massima potenza per 13/15 minuti (il tempo dipende dalla dimensione delle patate).
Quando sono cotte sbucciarle e schiacciarle. Su una spianatoia aggiungere l'uovo e le due farine miscelate, attenzione non aggiungere la farina tutta insieme ma in più volte.
Quando l'impasto sarà pronto prendere una pallina di impasto delle dimensioni di una polpetta, appiattitela e inserite al centro mezzo cucchiaino di ricotta, richiuderla su se stessa fino a formare delle palline.
Per il sugo: Mettere in ammollo i funghi secchi in una ciotola con acqua tiepida per almeno 40 minuti, preparate un soffritto con aglio, cipolla e le foglie di salvia, quando la cipolla sarà imbiondita aggiungere il guanciale tagliato a listarelle e i funghi strizzati e tagliati grossolanamente.
Lasciar soffriggere 2/3 minuti ed aggiungere i pomodori pelati, lasciar cuocere a fiamma bassa almeno 40 minuti, aggiustare di sale. Prima di spengere aggiungere una noce di burro e una macinata di pepe nero.

Lessare gli gnocchi in abbondante acqua salata, quando verranno a galla significa che sono cotti, condirli con il sugo di funghi ed una spolverata di parmigiano grattugiato (se vi piace)

Con questa ricetta partecipo al MTC59 e mando un bacio e un saluto a Annarita


Buon Settembre
Ambra




sabato 20 agosto 2016

Un menù formaggioso per la fattoria il Palagiaccio

Sono da sempre golosa di formaggi, soprattutto quelli freschi a pasta molle, oppure i pecorini non troppo stagionati. Sono golosa ma uso poco i formaggi nella mia cucina, amo gustarli in purezza, con una buona confettura o direttamente con il pane fatto in casa. Per cui quando ho visto il contest "Latti da mangiare 2.0" della fattoria il Palagiaccio ho deciso di partecipare per mettermi alla prova. 

Mi è arrivata a casa la scatola con i tre campioni di formaggi:
Blu Mugello, molto aromatizzato e cremoso
Tartufino del Mugello, che mi ha conquistata solo al profumo 
Gran Mugello, ottimo formaggio molto saporito.

Sono stata indecisa su cosa preparare, ho fatto vari esperimenti per capire le consistenze e i sapori, alla fine mi sono decisa per un antipasto: Polpette di pane con ripieno di tartufino e gazpacho di peperoni e un primo piatto: Spaghetti in viaggio dalla Garfagnana al Mugello.

Il menù che vi propongo è volutamente vegetariano, non perché io sia vegetariana, ma perché questo blog scarseggia di ricette di questo tipo e poi preferito utilizzare questi buonissimi formaggi facendoli risaltare il più possibile.

POLPETTE DI PANE CON GAZPACHO DI PEPERONI




Le polpette di pane sono uno dei metodi più classici per riutilizzare il pane avanzato, si preparano in molte regioni d’Italia, soprattutto al sud e vengono arricchite con vari ingredienti: Salumi, formaggi, spezie e altro. Io per questa volta le ho preparate semplicemente con pane ammollato in acqua, prezzemolo, un po' di scorza di limone e una panatura di semi di lino. Al interno ho messo un cubetto di formaggio tartufino.

Ingredienti per 4 persone
3-4 fette di pane raffermo, preferibilmente non salato
Mezzo spicchio di aglio
40 g di parmigiano reggiano grattugiato
Prezzemolo
Scorza di limone
Tartufino del Mugello
1 uovo intero
Sale
Olio Extravergine di oliva
Semi di lino per la panatura

Per il gazpacho di peperoni
1 peperone rosso
2 pomodori maturi
1 cipollotto fresco
Sale
Olio Extravergine di Oliva



Per prima cosa mettere in ammollo il pane in una ciotola con l’acqua, dopo circa dieci minuti strizzarlo bene. Preparare un trito con prezzemolo, aglio e scorza di limone ed unire al pane strizzato, aggiungere un uovo, il parmigiano grattugiato sale e pepe e mescolare bene. Formare delle palline e mettere al centro un cubetto di formaggio tartufino, impanarle nei semi di lino e cuocere in forno a 230°C per 10 minuti circa.
Per il gazpacho arrostire il peperone in forno o sulla griglia, metterlo in un sacchetto di carta quando è ancora caldo e lasciarlo “sudare” per una decina di minuti, in modo che la pelle si staccherà bene.
Dopo averlo spellato frullarlo con i pomodori, il cipollotto sale e aggiungere olio a filo in modo da ottenere un composto cremoso.
Servire Le polpette calde accompagnate dal gazpacho fresco.

SPAGHETTI IN VIAGGIO DALLA GARFAGNANA AL MUGELLO



Chi legge il mio blog sa che amo utilizzare i prodotti del territorio, questo titolo un po' "strano" deriva proprio da questo, sono partita come faccio spesso da un prodotto del territorio: il farro, in questo caso la farina di farro, ho trovato dei buonissimi spaghetti e non ho resistito a provare l'accoppiamento con le melanzane che ora sono di stagione e il profumatissimo Blu Mugello. Così i miei spaghetti si sono fatti un Viaggi dalla Garfagnana al Mugello ;-)

Ingredienti per 4 persone
360g di spaghetti di farro
2 melanzane tonde
150g di formaggio Blu Mugello
Sale 
Pepe 
Olio extravergine di oliva 



Sbucciare la melanzana, bucarla con una forchetta e cuocerla in forno a 250°C per 30 minuti oppure nel forno a microonde per 15 minuti alla massima potenza. Quando sarà della morbida frullarla con sale e un filo di olio.
In una padella scaldare un filo di olio con uno spicchio di aglio per insaporire, aggiungete la melanzana frullata e il Blu Mugello, amalgamate bene fino a che il formaggio non si è sciolto, regolate di sale.
Lessare gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolarli al dente e saltarli nel sugo, terminate il piatto con scaglie di Gran Mugello e una macinata di pepe nero.

Un grazie alla fattoria il Palagiaccio per gli squisiti campioni e per questo bellissimo contest!

Buon weekend a tutti
Ambra

lunedì 15 agosto 2016

Il Salamureci per un pranzo speciale

Questo post arriva con uno spaventoso ritardo, non me ne vogliano le "amiche di blog" Enrica, Marta, Chiara e Alice, ma veramente è stata un'estate piena di cose da fare.
Anche questa volta ci siamo ritrovate, questa volta siamo a casa mia, nel mio piccolo giardino vestito a festa per l'occasione, come sempre siamo noi: Enrica del blog Una Cena con Enrica, Marta e Chiara del blog La Cucina Spontanea e questa volta, finalmente, si è aggiunta Alice del blog Pane, Libri e Nuvole. Poi c'è la mia amica Federica, sempre pronta ad assaggiare nuove cose e che penso che se continua così aprirà un blog pure lei.


Questa volta il tema è la cucina del sud, io mi occupo degli antipasti, ho cucinato per la prima volta la caponata, uno dei miei piatti preferiti e poi ho preparato un piatto assaggiato durante un viaggio in Sicilia la scorsa estate, a Trapani: Il o La Salamureci.


Questo il menù della giornata:

Antipasto - Ambra
Caponata di melanzane e Salamureci 




Primo piatto - Enrica


Secondo Piatto - Marta e Chiara



Dolce - Alice 



Vino - Federica
Sirah

Preparazione del Salamureci
Per rifare questo piatto ho letto molte fonti, non si trovano molti articoli in quanto è un piatto un pò dimenticato, piatto povero della cucina Trapanese composto principalmente da pane raffermo, pomodori, basilico, aglio e mandorle.

Ingredienti per 6 persone:
4 fette di pane raffermo
6 pomodori maturi
mezzo spicchio di aglio
4/5 ciuffetti di basilico
una manciata di mandorle spellate
4/5 foglioline di menta
sale
olio extravergine di oliva

Tagliate i pomodori a cubetti e condirli con sale, olio extravergine e qualche foglia di basilico spezzettato. Lasciate riposare almeno mezzora.
Pestate in un mortaio il mezzo spicchio di aglio le mandorle, la menta e il basilico ed aggiungete il tutto ai pomodori.
Spezzettate il pane e mettete il tutto in una ciotola, se necessario aggiungete un pò di acqua fresca e mescolate, lasciate riposare almeno un ora.
Se desiderate lo potete servire con il pane a cubetti oppure bagnarlo ancora con un pò di acqua fersca e passarlo nel mixer (poco) per ottenere un composto più cremoso, che io preferisco.
Servire freddo con un filo di olio


Come sempre un grazie a tutte voi per aver condiviso le vostre ricette è stata una giornata splendida in cui abbiamo chiaccherato, riso e mangiato come sempre, alla prossima
Ambra

sabato 6 agosto 2016

50 anni di attività di un posto speciale

Esattamente 12 anni fa, nell'estate del 2005 iniziai a lavorare come cameriera, il mio primo posto di lavoro fu proprio quel ristorante, quel ristorante del mio paese che è conosciuto in tutta la provincia per i suoi Tordelli e che questa sera festeggia ben 50 anni di attività.
Dal Branduzzi ci si va principalmente per mangiare i tordelli, piatto tipico Lucchese, oltre a questi altre specialità sono i funghi, la cacciagione e la pizza. Ecco io sono una voce fuori dal coro perchè per me che non amo molto le paste ripiene la cosa più buona che fanno è proprio la pizza, fina e bella pomodorosa come piace a me.



Branduzzi e Corsagna vanno a braccetto, quando parli con qualcuno "di fuori" come si dice noi e nomini Corsagna le persone ti dicono: ah a Corsagna ci sono i tordelli boni, c'è la banda e la misericordia.
Ancora ricordo le prime serate passate a lavorare qui: ordini sbagliati, piatti e bicchieri rotti, ma mi sono divertita e cosa più importante ho imparato cosa vuol dire lavorare, cosa vuol dire "sacrificare" i sabati sera con gli amici. Quando parlo con altre persone che hanno fatto da giovani il lavoro di cameriere siamo tutti concordi sulla solita cosa: questo lavoro ti da tanto, ti aiuta a capire tantissime cose e serve per guadagnare quei soldini che da giovane ti permettono di avere un pò di indipendenza.

Ma torniamo a loro, alla famiglia Branduzzi, li conosco praticamente da quando sono nata, sono sempre stati li a 150 metri da casa, sono stati per me tanti gelati, tante pizze e tanti compleanni e cene con gli amici.
Gli anni passano e sembra veramente ieri quando il sabato sera mi mettevo la camicia bianca e il grembiulino rosso per andare a servire, sembra ieri che salutavo Narci al bar, andavo in cucina e sentivo Giova che urlava "Eccola la Ferilli!" (non vi chiedete il perchè di questo soprannome), ho passato qui quasi 6 anni della mia vita, li ho passati con loro, la famiglia Branduzzi: Elisabetta, Giulio, Giovanni e Narciso e le mie colleghe: Sabrina, Doretta, Carolina e Giulia. Sono stati degli anni intensi e belli, che mi hanno permesso di pagarmi gli studi all'università e per questo non smetterò mai di ringraziarli e voglio augurare a loro che possano festeggiare per molti altri anni compleanni come questi.

Nel 2010 mi sono laureata e pochi mesi dopo ho smesso di fare la cameriera per andare a fare il lavoro per il quale avevo studiato, tra i ringraziamenti della mia tesi scrissi questo:

"Ringrazio i proprietari, i colleghi e i clienti del Ristorante Branduzzi, per aver sempre creduto in me e per avermi aiutato a "mantenere" questi studi. Ho passato sei anni di lavoro e risate che non dimenticherò"

E allora buon anniversario a voi e stasera festeggiamo!

La vostra Ferilli ;-)

lunedì 20 giugno 2016

La pizza Napoletana che parlava Garfagnino

Rullo di tamburi, la ricetta del mese per l'MTC è LA PIZZA NAPOLETANA di Antonietta Golino del blog la trappola golosa, ho conosciuto Antonietta al raduno e mi sono innamorata subito della sua treccia di bufala, tanto che ad Aprile al ritorno da un weekend in costiera Amalfitana sono passata dal caseificio della sua famiglia Bellopede e Golino e mi sono portata a casa una delle meraviglie della natura: la treccia di bufala.
Come ogni Italiano io amo profondamente la pizza, la amo sia come piatto ma anche per quello che significa: quando ero ragazzina (11-12 anni) ricordo che ogni tanto la domenica pomeriggio con le mie amiche iniziavamo a stressare i nostri genitori perchè la domenica sera volevamo andare da sole a mangiare la pizza da Giulio, Giulio è l'unico ristorante pizzeria del mio paese e dista 200m da casa, ecco in quel caso la pizza significava la prima libertà, le prime serate con le amiche.
Poi sempre grazie a quella pizzeria ho avuto la mia prima indipendenza economica, ho lavorato lì per sei anni come cameriera, sono stati weekend pieni di risate e di pizze servite che non dimenticherò mai, mi hanno permesso di fare le prime vacanze da sola e sopratutto di pagarmi gli studi universitari. Quelle pizze mangiate a fine turno assieme a tutto lo staff intorno al tavolo di cucina avevano un'altro sapore.
Oggi mangiare la pizza è: un'appuntamento con un'amica che non vedi da tempo, quella serata in cui rientri tardi e sei troppo stanca e allora ti ordini la pizza e te la mangi rigorosamente nel cartone davanti alla tv, una serata con i colleghi dopo il calcetto e i sabati sera con gli amici.
Quello che c'è da dire è che io la pizza a casa la faccio pochissime volte perchè mi piace molto di più quella mangiata in pizzeria.. almeno fino a ieri sera... infatti questa pizza è superlativa e devo dire che anche se non mi è venuta perfettamente (credo di aver steso troppo l'impasto) io sono soddisfatta e lo sono soprattutto del gusto. Quindi ringrazio Antonietta per questo post meraviglioso e per tutte le regole che ci ha donato, se volete fare questa pizza seguite, stampatevi il post e seguitelo.


Dopo la prima decisione iniziale di fare una Margherita classica, in quanto come detto sono un pò inesperta, mi sono fatta prendere la mano e complice anche il clima che invece di andare al mare ci fa raccogliere qualche fungo, nasce questa pizza Napoletana che parla il Garfagnino.
Come sapete le mie origini riportano in Mediavalle Del Serchio, ma da sempre sono legata alla Garfagnana ed ai suoi prodotti, amo utilizzarli nelle mie ricette e così è stato anche questa volta.

L'impasto è fatto con 1/3 di farina di farro e 2/3 di farina 0
la farcitura è fatta con ricotta di pecora, funghi porcini freschi e Prosciutto Bazzone (presidio Slowfood). Il prosciutto Bazzone è un prosciutto che viene prodotto tra la Mediavalle del Serchio e la Garfagnana, il maiale è quello dal manto grigio. Il Bazzone deve il suo nome alla sua forma allungata che ricorda alla vista "una bazza", parola utilizzata in Toscana per indicare un mento molto pronunciato.

Ho deciso di preparare la pizza al piatto con metodo diretto, mi raccomando di seguire bene le indicazione ed i tempi, non vi spaventate per i 20 minuti di impasto capirete il perchè quando vedrete l'impasto cambiarvi nelle mani

Ingredienti per l'impasto:
150g di farina di farro
300g di farina 0 (ho usato una farina con il 10% di proteine)
250 ml di acqua
12g di sale
1g di lievito

Ingredienti per la farcitura:
mozzarella
ricotta di pecora
un fungo porcino
4/5 fette di prosciutto crudo Bazzone

Mettere l'acqua in due tazzine, in una sciogliere il lievito e nell'altra il sale. Versare l'acqua con il lievito in una ciotola ed aggiungere lentamente le farine miscelate e setacciata, aggiungere anche l'acqua con sale e impastare per 5 minuti circa (fino a che non si raggiunge il cosiddetto punto di pasta), mettere su un piano di lavoro (io ho usato il marmo) e continuare ad impastare per 20 minuti.
Alla fine l'impasto avrà un aspetto setoso.

Impasto prima della lievitazione
Riporre l'impasto in una ciotola di vetro coperto con una pellicola e lasciar riposare per 2 ore.

impasto dopo la prima lievitazione
Dividere l'impasto in 4 ed ottenere 4 panetti, metterli a lievitare su un telo non infarinato per 4/6 ore.

Impasto dopo la seconda lievitazione
Riscaldare il forno alla massima temperatura insieme alla teglia, nel frattempo stendere l'impasto, rigorosamente a mano.
Mettere sul fuoco una padella dal fondo spesso e farla riscaldare fino a che diventa rovente, trasferiteci la pizza senza oliare e fate cuocere per due minuti.
Passati i due minuti trasferire la pizza nella teglia e condirla con: mozzarella, ricotta,la cappella del fungo tagliata a fettine, un filo d'olio ed una grattugiata di pepe nero. Infornare al ripiano più alto per 4/5 minuti poi aggiungere il prosciutto.



e allora...Buona pizza a tutti!
Ambra

Con questa ricetta partecipo al MTC 58

http://www.mtchallenge.it/

domenica 19 giugno 2016

La panzanella di mare

Buona domenica a tutti, oggi il calendario del cibo italiano è dedicato alla panzanella. La panzanella è una ricetta tipica della cucina Toscana che si prepara in estate con il pane raffermo e le verdure che questa stagione ci regala, nella panzanella "classica" i protagonisti sono: il pane, quello sciocco Toscano, i pomodori, i cetrioli, le cipolle, il basilico e l'olio buono. 
Questo piatto ha alcune varianti nella preparazione, sopratutto per quanto riguarda il pane, in alcune zone il pane viene ammollato in acqua e poi strizzato, in altre invece il pane viene tagliato a cubetti e messo con i pomodori tagliati a pezzetti che con la loro acqua lo ammorbidiscono, io preferisco questa versione.
Per tutte le altre curiosità e approfondimenti su questo piatto vi consiglio di leggere il post di Marina Riccitelli del blog Meri in cucina sul sito AIFB.
Per questa giornata e per questo piatto che amo particolarmente ho deciso di preparare una panzanella arricchita con il pesce e qualche altra verdura;



Ingredienti per 6 persone:

10 fette di pane raffermo
mezzo peperone giallo
1 cipolla di tropea fresca
4 pomodori maturi
2 totani di media grandezza
2/3 moscardini
1 polpo (600g circa)
basilico
olio Evo
Sale
scorza di limone

Per prima cosa pulite il pesce e mettete a lessare il polpo con acqua aromatizzata con scorza di limone, io lo cuocio circa 20 minuti in pentola a pressione poi lo lascio raffreddare nell'acqua di cottura in modo che riassorba i succhi e non diventi gommoso.
Prendete il pane e tagliatelo a cubetti, se è una bella giornata mettetelo fuori al sole, altrimenti passatelo in forno per qualche minuto.
Preparate i pomodori a cubetti e conditeli con sale olio e scorza di limone, lasciateli marinare per 15/20 minuti e poi versare il tutto sul pane.
Tagliate il peperone e la cipolla a fettine sottili e metteteli a macerare in una bacinella con aceto e sale per almeno 20 minuti, poi sciacquateli con acqua corrente, in questo modo saranno più digeribili.
Cuocete i totani ed i moscardini a vapore, poi tagliateli a pezzettini insieme al polpo.
Aggiungete il pesce e il peperone e la cipolla lavati al pane con i pomodori, aggiungete ancora un pò di basilico fresco e servite con un filo d'olio.

Con questa ricetta partecipo alla Giornata nazionale della panzanella per il calendario del cibo italiano


Buona domenica
Ambra

lunedì 23 maggio 2016

Cannolo Cheesecake

Un pò di tempo che non scrivo, il blog è qui anche lui aspetta che gli dedichi quel tempo che ultimamente mi sfugge, quel tempo che fatico a ritagliarmi per far tante cose. Aprile è stato un mese strano, un mese passato così senza che me ne accorgessi, ho saltato pure la sfida dell'MTC a malincuore perchè veramente a causa di un milione di cose avevo ed ho come la sensazione di aver messo la testa in un frullatore, cerco di riordinare le idee ma c'è sempre qualcosa che si mette di mezzo ma comunque questo mese volevo esserci! Poi quando ho visto il tema Cheesecake lanciato da Annalù e Fabio del blog assaggi di viaggio su quello che è nella top ten dei miei dolci preferiti in assoluto non ho potuto desistere. 


Fino a qualche giorno fa avrei voluto proporre il classico dei classici cheesecake, perchè così lo adoro, semplice acidulo e con i frutti di bosco, poi qualche giorno fa Stefano ha saputo che mercoledì deve partire per il Cile e quindi tutto il mio tempo (libero.. e poco) è dedicato a lui in questo momento. 
Lui ama moltissimo mangiare ma non ama i dolci.. se non alcuni, ecco una cosa che gli piace particolarmente è il ripieno dei cannoli Siciliani e da lì è partita la mia idea, ho così pensato ad una cheesecake con base fatta con l'impasto dei cannoli, la crema ovviamente con la ricotta e per il topping ho fatto una gelatina di Arancia aromatizzata con il rosmarino e qualche pinolo, quasi a ricordare i profumi del castagnaccio Toscano.



Ingredienti:
Per la base:
250g di farina 00
30g zucchero
30g strutto
1 uovo
50ml di marsala
10 ml di aceto
1 pizzico di sale 
Cannella (io non l'ho messa perchè non mi piace)
Olio per friggere

75g di burro

Per la crema:
400g di ricotta di mucca
500g di formaggio spalmabile
1 uovo intero 
30ml di panna da montare
120g di zucchero a velo

Per il topping
2/3 arance 
2 cucchiai di zucchero
1 rametto di rosmarino
pinoli


Per prima cosa preparate la pasta per i cannoli: miscelate la farina con lo zucchero e la scorza di arancia grattugiata, aggiungete l'uovo.
In un bicchiere mescolate l'aceto con il marsala e scioglietevi dentro il pizzico di sale, incorporate a filo all'impasto ed impastate. Otterrete un impasto elastico, formate una palla e mettetela in frigo a riposare per un paio di ore, poi stendetela e ricavatene delle strisce che friggerete in olio bollente. Io in questo caso non ho formato i cannoli in quanto ho utilizzato la pasta per fare la base del Cheesecake quindi non mi occorrevano i cannoli.
Quando si saranno raffreddati tritate le strisce di cannolo e amalgamateli con il burro fuso, stendete la base in una tortiera con cerniera e mettete a riposare in frigo per almeno 20 minuti.
Nel frattempo preparate la crema, setacciate la ricotta, aggiungete il formaggio spalmabile , lo zucchero a velo, la panna liquida ed alla fine l'uovo, amalgamate il tutto fino ad ottenere una crema liscia.
Distribuitela sulla base ed infornate a 170°C per 60-65 minuti.
Per la gelatina di arance, mettete in un pentolino 1,5 arance pelate a vivo e il succo di mezza arancia, aggiungete lo zucchero e il rosmarino, fate bollire fino a che l'arancia non si disfa, nel frattempo mettete ad ammollare in acqua fredda un foglio di colla di pesce poi strizzatela ed aggiungetela alla purea quando è a circa 55-60°C. Quando si è un pò raffreddata aggiungete i pinoli,versatela sulla cheesecake cotta e mettete tutto in frigo per almeno 3 ore.



Ringrazio i simpaticissimi Annalù e Fabio per aver scelto questo tema.

Con questa ricetta partecipo al MTC 57